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Mission e obiettivi

La tecnologia dell’informazione ha radicalmente modificato i nostri rapporti, personali, professionali ed economici. Stiamo vivendo la “prima rivoluzione digitale” che coinvolge come successo per altre passate “rivoluzioni industriali” ogni angolo del pianeta. Associazione Informatici Professionisti svolge un ruolo importante in questa trasformazione e rappresenta il capitale umano del settore ICT. La nostra mission è consentire agli associati di operare nel mercato dei servizi e del lavoro con autorevolezza, competenza e professionalità, in modo da contribuire positivamente allo sviluppo socio-economico del paese e della “società della conoscenza e della comunicazione”, con soddisfazione del cliente e del consumatore.

I nostri obiettivi

  • Centralità strategica dei servizi professionali per lo sviluppo e l’ammodernamento del Paese, così come ribadito anche dalla Commissione U.E.
  • Pieno recepimento ed attuazione operativa dei principi comunitari di concorrenza e libera circolazione dei professionisti e delle professioni intellettuali, nella salvaguardia di quelle norme che attengono alla correttezza dei comportamenti e, in particolare, dei codici etici e deontologici propri di ciascuna attività professionale.
    Regolamentazione delle libere Associazioni professionali, in conformità e per la completa attuazione delle direttive CEE92/51 e 89/48 e, dunque, riconoscimento giuridico (sulla base della valutazione dei requisiti di natura organizzativa) della loro capacità di svolgere funzioni di attestazione a garanzia dei consumatori dei requisiti professionali dei propri iscritti, i quali potranno “fregiarsi” di un apposito marchio distintivo di qualità.
  • Le Associazioni professionali riconosciute opereranno senza nessuna esclusiva ed in regime di piena concorrenza.
  • Conferma degli Ordini quali controllori di attività professionali per le quali permane un effettivo interesse pubblico da tutelare, in quanto attengono ad interessi costituzionalmente garantiti o comunque di grande rilievo sociale.
  • Riesame e modernizzazione delle norme che definiscono gli atti professionali in privativa.
  • Accesso ad ogni libera professione garantito a tutti i soggetti che lo richiedono e che abbiano conseguito un titolo di studio attestante una formazione di base adeguata per quella attività professionale, ovvero (o anche) svolto un periodo di tirocinio di tipo operativo o, in alternativa, frequentato con esito positivo corsi specialistici che garantisca una formazione professionalizzante altrettanto adeguata, ottenuto un’eventuale certificazione di parte terza (ad esempio in conformità alla norma EN 45013) oppure, in alternativa, nei casi previsti, superato un Esame di Stato organizzato in modo da poter costituire una efficace valutazione delle capacità del candidato ad esercitare una determinata libera professione, stipulato una polizza assicurativa relativa ai rischi inerenti l’esercizio dell’attività professionale.
  • Verifica periodica della permanenza dei requisiti (capacità, conoscenze aggiornate e operatività) che hanno consentito l’accesso alla libera professione.
  • Pieno dispiegamento delle modalità organizzative di offerta dell’attività professionale e, dunque, disciplina dell’attività professionale resa in forma societaria che preveda la possibilità di esercitare attività professionali, oltre che come liberi professionisti, singoli od associati, anche sotto forma di: società professionali costituite da soli professionisti società di capitali società di servizi Su tutti gli atti ufficiali dovrà apparire la forma giuridica adottata assieme alla firma del professionista che ha compiuto l’atto professionale per ogni attività riservata.
  • Abolizione di ogni tariffa obbligatoria per legge (minima o massima), salvo i casi in cui la prestazione debba essere resa obbligatoriamente.